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sabato, 17 gennaio 2009
Perdono a Pier Paolo Pasolini
Chiedo perdono a Pier Paolo Pasolini. Ma non è colpa mia se aveva descritto tutto così bene, o forse non siamo tanto cambiati. La prefazione è sempre la sua:
L'intelligenza non avrĂ  mai peso, mai
nel giudizio di questa pubblica opinione.
Neppure sul sangue dei lager, tu otterrai

da uno dei milioni d'anime della nostra nazione,
un giudizio netto, interamente indignato:
irreale è ogni idea, irreale ogni passione,

di questo popolo ormai dissociato
da secoli, la cui soave saggezza
gli serve a vivere, non l'ha mai liberato.

Mostrare la mia faccia, la mia magrezza -
alzare la mia sola puerile voce -
non ha piĂą senso: la viltĂ  avvezza

a vedere morire nel modo piĂą atroce
gli altri, nella piĂą strana indifferenza.
Io muoio, ed anche questo mi nuoce.

Se oggi Israele bombarda una scuola dell'Onu non sembra smuovere le coscienze. Se ieri un Kamimkaze uccide due ragazze in un autobus tutto rimane nel giornale in fondo pagina, a coppia con la presentazione dell'incredibile processo a.
La morte nelle coscienze è stata uccisa. Fa il pelo con le difficoltà della crisi, con la rapina al tabaccaio, fa il pieno con il non capire perché c'è pieno di marocchini qui.
La conta dei morti non sbaglia di una cifra. Mai vittime sempre morti come faceva notare. E collaterali. I morti sono beh, comprensibili. Oh, ma dai ci sta che muoiano 300 bambini, è un azione di guerra, si devono pur difendere!
Qualsiasi analisi men che meno feroce riporta testuali considerazioni.
C'è Vittorio Arrigoni che si becca le bombe in testa negli ospedali di Gaza che finisce ogni articolo così: Restiamo Umani.
Quasi ci viene da chiedersi se lo siamo mai stati. Se la nostra capacità di indignazione è finita nel cesso del cortile sotto casa. Già considero preziosa la rabbia per un assassinio feroce qualunque, perpretrato da chicchessia: da Erba alla rapina allo scippo. E' vita.
Siamo restati fermi a guardarci l'ombelico per tanto tempo.

Sul sito del partito "Cristiani per l'Europa" di Magdi Allam ci sono articoli terribili. Non carichi del solo, solito odio un po' ignorante, ma terribili. Che nulla hanno di Cristiano. Ma questo dimostra come è l'interpretazione della religione e non la fede che fa la differenza fra fondamentalisti e non.


ClaudioCantelmo in: - commenti . - Permalink
san-toro
Prefazione di Pier Paolo Pasolini: "In realtà nulla di sostanziale divide i "comunicati" della televisione da quelli dell'analoga comunicazione radiofonica fascista. L'importante è una sola cosa: che non trapelì nulla di men che rassicurante. L'ideale piccolo-borghese di vita tranquilla e perbene ( le famiglie giuste non devono avere disgrazie: ciò è disonorevole davanti agli altri ) si proietta come una specie di film implacabile in tutti i programmi televisivi e in ogni piega di essi. Tutto ciò esclude i telespettattori da ogni partecipazione politica - come al tempo fascista: c'è chi pensa per loro, e si tratta di uomini senza macchia, senza paura, e senza difficoltà neanche casuali e corporee. Da tutto ciò nasce un clima di Terrore. Io vedo chiaramente il terrore negli occhi degli annunciatori e degli intervistati ufficiali: non va pronunciata una parola di scandalo, praticamente non può essere pronunciata una parola in qualche modo vera"


io e Fini e l'ambasciatore israeliano, mi sa che abbiamo visto due trasmissioni diverse...a volte ci si deve togliere le lenti ideologiche quando si vuole capire quello che si sta vedendo o leggendo; altrimenti è come non vederlo. e per me a volte è difficile, ci ho provato stavolta. C'era anche Toni Capuozzo che parlava di Gaza questa settimana, su Terra! Di mestiere dice sempre mezze verità. Di vulgata correntemente senza troppo chiarire, senza troppo scandalizzare, senza troppo ferire, si la guerra è brutta ma i kamikaze? Eh non ne parliamo! E i missili? ma una cosa indecente! eh povera gente. ma certo Che Hamas son proprio cattivi, nono. non si fa.
poi si fanno i sonni tranquilli. Che la responsabilità per quelli che si fanno esplodere non è di nessuno, che la responsabilità di quella bambina su quel letto non è di nessuno, che le due risoluzioni Onu (due? Vado a memoria potrei sbagliare) che Israele non rispetta? ma va! co' sta gente sporca lurida e fetente! le stragi? le elezioni vicine per risollevare il governo? e ammettere l'uso delle bombe al fosforo? ma va! (ma non c'è niente che vi turba che vi smuove? che vi fa dubitare o pensare? il fosforo...mio dio...mi sono incazzato dei kamikaze, mi sono incazzato del fosforo e tanti ne han colto il baratro di disperazione odio incomprensione che ci sta dietro. perché sembra tanto difficile ammettere l'orrore?) ma un caso! e aspetta, chi era quello? uno dell'Onu? che scriveva due anni fa? ah questo: http://www.carmillaonline.com/archives/2009/01/002893.html#002893 (linko velocemente alla ben e meglio).
E così nella melassa fetida del nulla giornalistico che fa sembrare che Israele è odiato, così, per sport, perché è così che sono stì islamici; una voce che ricorda, ci fa toccare il proceder lento e schifoso della guerra, ci mostra due ragazze che si odiano, e ci mette un poco al muro delle nostre responsabilità è un programma fazioso. scandalizza sulla poltrona il benpensante che sa di essere in guerra con i fondamentalisti; che possa scuotere la calma piccolo borghese del morire lento e indistinto.
ritornando ad anno zero, il fatto su cui vorrei puntare l'attenzione è prima di tutto il richiamo forte che ha fatto Santoro più volte nel corso della puntata, sul non proporre un gioco delle colpe, ma sul capire questa azione militare, se ha un senso politico militare o è un massacro inutile. La guerra dei bambini. Perché i bambini israeliani no dice qualcuno? E perché no quelli palestinesi? Avete sentito dire da qualcuno che sia giusto farsi esplodere? avete sentito dire da santoro una qualsiasi parola sui razzi? no. si cercava di capire, di stabilire alcuni punti generali, di sentire gli umori, di mostrare cose che, ammettetelo per favore, non avete visto da nessuna parte in quel modo. E questo è stato fatto. Non è difficile, pensate fox news ha ammesso alcune colpe israeliane, un poco come se Fede dicesse che però Berlusconi qualche volta... E no, il resto del mondo deve guardare così, razionalizzare questo grandissimo nulla mentre si muore, lì, si muore in Africa si muore e basta. Non capisco l'errore orrore di santoro? Cosa è giornalismo? dire la verità? di cose false non ne ho sentite. Sfido chiunque a smentire. Non essere fazioso? ma l'Annunziata, l'opinionista del Giornale, la ragazza israeliana, la madre del soldato ucciso in Libano erano lì, potevano parlare, l'hanno fatto, hanno detto la loro. Anzi credo che la testimonianza della ragazza israeliana sia stato molto bello, e forte come le immagini, quando ci ha ricordato l'orrore degli attacchi kamikaze che le hanno strappato l'amica così per nulla.
Forse giornalismo è riportare una vicenda farla vivere, far conoscere aspetti taciuti, sottaciuti tenuti nascosti, e cercare di mostrarla, al massimo dell'imparzialità ma con il tocco personale di chi scrive o conduce, che ci dia un ottica un modo di legare le informazioni date, da lui e da altri, ma consentendoci allo stesso tempo di pensarla in altro modo. ecco per me, STAVOLTA, Santoro ha fatto il suo lavoro.
Dal mio canto al di là di cosa posso pensare su questa guerra da dove vengano le colpe e le ragioni in maniera maggiore, sono sicuro che non voglio più sentire discorsi deliranti contro gente che prega, contro esseri umani, di dovunque siano, che non voglio più vedere quella bambina per terra con una scheggia nel cranio. perché è anche colpa mia se lei è lì.
(l'ultima volta che ho visto qualcosa di così straziante era un film sull'olocausto, che ironia)

ClaudioCantelmo in: ohmiodio, san-toro, pp pasolini, oh mio odio, annunziamo la tua morte o signor, censuriamoci un poco, mettiamo i paletti, la veritĂ  tutta la veritĂ  - commenti . - Permalink
domenica, 11 gennaio 2009
Giornalismo d'assalto senza giornalismo. E poca vergogna...

Milano Un’altra processione d’odio sulle strade di Milano. Il quarto corteo in una settimana in un centro cittadino ormai stordito dalla sistematica invasione di musulmani e militanti filo-palestinesi. Ieri 5mila persone sono tornate a sfilare, da piazzale Loreto alla Stazione Centrale. Un chilometro e mezzo di invocazioni ad Allah e di slogan furenti contro Israele e gli Usa. Un percorso di bandiere bruciate, insulti e preghiere, in una miscela inquietante di fanatismo e politica. Sette giorni prima un altro fiume di islamici aveva sfondato i cordoni della polizia fino a tracimare in piazza Duomo, trasformata in moschea a cielo aperto. Rivolti alla Mecca avevano pregato davanti alla Cattedrale, guidati da Abu Imad, l’imam di viale Jenner che solo due mesi fa è stato condannato in appello per associazione a delinquere finalizzata al terrorismo. Un’offesa per molti, una ferita rimarginata a stento, e controvoglia, con la visita degli organizzatori del corteo agli stretti collaboratori dell’arcivescovo Dionigi Tettamanzi.
Solo un robusto servizio d’ordine ha evitato che la marcia di ieri degenerasse in una nuova occupazione del Duomo. Ma non ha potuto evitare che fossero dati alle fiamme dei vessilli con la stella di David. «Bush, Barack assassini» lo slogan ripetuto fino a uno stato di trance collettivo al limite del malore fisico. Alcuni ragazzi erano portati a spalle, mimando i funerali dei «martiri». «Darò la mia vita e il mio sangue per la terra di Palestina», il coro-preghiera gridato al tramonto. In testa al corteo donne e bambini. Due piccoli reggevano un telo raffigurante le bandiere Usa di teschi e strisce, e un altro simbolo di morte nella stella a sei punte. Un altro piccolino alzava un cartello che stabiliva l’equazione fra svastica e stella di David. Le invocazioni all’antiamericano Chavez seconde solo a quelle rivolte ad Allah. Gli appelli al boicottaggio di Israele. Una bambina di due anni per ripararsi dal freddo abbracciava la madre mentre questa rabbiosamente urlava il suo «assassino» a Bush.
Poco lontano qualche reduce del Sessantotto osservava compiaciuto i giovani con le bandiere di Hamas e degli Hezbollah libanesi. In coda al corteo le frange della sinistra estrema. Una bandiera nera dell’anarchia sovrastata da una kefiah. Si è rifatto vivo l’ex parlamentare di Rifondazione Fernando Rossi, per teorizzare che le elezioni vinte da Hamas sono state più democratiche di quelle americane o italiane. All’arrivo alla stazione la preghiera collettiva guidata dall’imam. Dall’altro lato della piazza, a buio, il comizio dei Palestinesi d’Italia: «A Gaza è in corso l’Olocausto del Secolo», ha detto il presidente. «Se la nostra preghiera al Duomo ha offeso qualcuno ci scusiamo». Due o tre applausi, sopraffatti dal grido «Allah hu akbar».
Troppo per Milano, anche secondo il vicesindaco Riccardo De Corato: «Ora basta cortei pro Hamas, quattro in sette giorni sono già troppi. Milano non è una provincia della Palestina e tanto meno ha voglia di istituire forzatamente questa sorta di “sabato di Gaza”». «Milano - ha aggiunto il vicesindaco - non può essere ostaggio di queste continue manifestazioni come se fosse un’appendice dei territori palestinesi».

di Alberto Giannoni (da Il Giornale)

(Allah uh akbar= Dio è grande)

"Una bambina di due anni per ripararsi dal freddo abbracciava la madre mentre questa rabbiosamente urlava il suo «assassino» a Bush."


ClaudioCantelmo in: orrori quotidiani, imbarazzismo, oh mio odio, pora italia - commenti . - Permalink
martedì, 02 dicembre 2008
Bye Bye Bye Bye Mumbay

Steso su un balcone guardo il porto
Sembra un cuore nero e morto
Che mi sputa una poesia
Nella quale il giorno in cui mi lancerò
E non mi prenderanno
Neanche tu mi prenderai
Io non tremo
E' solo un pò di me che se ne va
GiĂą nella cittĂ , dove ogni strada sa
Condurre sino a te e io no
Bye bye, bye bye, bye bye, bye bye BOMBAY
Sai Mimì che la paura è una cicatrice
Che sigilla anche l'anima piĂą dura
Non si può giocare con il cuore della gente
Se non sei un professionista, ma ho la cura
Io non tremo
E' solo un pò di me che se ne va
E' sporca la cittĂ , tutto cercherĂ 
Di condurre sino a te e io no
Bye bye, bye bye, bye bye, bye bye BOMBAY

(Afterhours; da "Quello che non c'è" © 2002)

Mumbay fino al 1995 era Bombay.
è la seconda città più popolosa del mondo. 13.000.000 di abitanti.

Credo che la canzone riesca ad essere un approfondimento maggiore rispetto a quelli che ho visto in televisione e su carta stampata. Ore per capire quanti erano...2, 3, no aspetta 4. forse 5. e il braccialetto?


ClaudioCantelmo in: after, giochi da tavolo, mumbay, 2 dicembre 2008 - commenti . - Permalink
venerdì, 14 novembre 2008
la vita e la morte e la mia vita


"Il confine tra la mia vita e la morte altrui
passa dal divanetto di fronte alla tv,
pio litorale dove si riceve
il pane dell’orrore quotidiano.

Davanti all’ingiustizia che sublime
ci ha tratto om salvo per farci contemplare
il naufragio da terra,
essere giusti rappresenta
appena la minima moneta
di decenza da versare a noi stessi,
mendicanti di senso,
e al dio che impunemente
ci ha fatti accomodare sulla riva,
dal lato giusto del televisore"

Valerio Magrelli

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mercoledì, 05 novembre 2008
che soddisfazioni
"Obama è il candidato perfetto per una serie televisiva”, “elitario, intellettuale, troppo di sinistra e incapace di connettersi con il paese”, una “bolla che potrebbe sgonfiarsi rapidamente” visto che “da mesi viene rifiutato stato dopo stato, primaria dopo primaria, dalla working class del suo stesso partito, dai poveri, dagli ispanici, dai cattolici, dagli anziani, dalle donne, dagli ebrei e da qualsiasi categoria sociale e razziale a cui non appartengano afroamericani, studenti, intellettuali, miliardari, divi di Hollywood e fighetti”
Christian Rocca dixit.
Oh ma queste son soddisfazioni non da poco...!
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venerdì, 19 settembre 2008
Grazie a Dio ci salvano dalla scuola matriarcale
Da "Il Giornale"

La Gelmini ci salverĂ  dalla scuola matriarcale
di Geminello Alvi

Si vive di apparenze, giacché a ben vedere abbiamo in questa vita solo quelle. E a studiarsela nelle foto la ministra Gelmini Mariastella parrebbe perfetto archetipo di professoressa, con nome acconcio. Adatto allo scassato gineceo di laureate in crisi di nervi, che educano alla noia gli studenti con la stessa stanca fretta con cui fanno la spesa. Perché questo è ora in Italia la scuola: luogo dove non solo la cultura massificandosi s’è immiserita; come previsto da Nietzsche. Ma inoltre pure sede di procedura devirilizzante, per esclusiva somministrazione di insegnanti donna. Dalle tre maestre per classe alle schiere di casalinghe traviate nelle medie superiori, dove il livello finale di ignoranza risulta peggiore addirittura di quello europeo. E la Gelmini di questo insistito spreco di anime giovani, per via di massificazione e matriarcato, parrebbe coi suoi occhialini la perfetta incarnazione. Invece ci sorprende: da ministra, sia benedetta, difende i due atti più sani ed eversivi che potevano pensarsi. Dimagrisce in un triennio di 87 mila unità gli, e soprattutto le, insegnanti; proclama la riforma delle scuole in fondazioni. E la direi solo perciò genio virile e pratico.
La scuola di Stato fu un espediente napoleonico, col quale si costrinse l’istruzione ai tornaconti statali. L’istruzione divenne un permesso di Stato, con programma di studio prescritto, che doveva accordarsi ai fini politici. Fosse quella di Bismarck o di Crispi cambiava poco: il sistema doveva creare un’élite utile alla burocrazia prima, e nel Novecento alla massificazione, fino alla decadenza presente, di una cultura la cui misura è solo il denaro, l’economia. Questo l’esito della scuola statale: una società in cui molti, più di prima, leggono libruzzi, ma sono rare e molto desuete le menti originali e libere, anche se tutti si pretendono tali. Oggi del resto la scuola non forma neppur più le élite: asseconda le manie di massa, che l’utile inventa e la tv plasma. Questo il disastro, del quale va preso atto. Concluso da una riforma Berlinguer che ha completato la distruzione ultima di quanto non era stato già guastato dal ’68. La nostra università è ormai l’imitazione di una università americana, ma pensata da un comunista albanese. Insomma tutta la scuola ormai perpetua l’uccisione della morale e del libero pensiero, con la complicità dello Stato. E appunto perché terminerebbe questa pessima complicità, una scuola articolata in fondazioni sovvertirebbe il male, e migliorerebbe tutto.
Infatti una scuola di fondazioni, o un’università, sarebbe una nella quale i sindacati non avrebbero il consenso della politica, come lo hanno avuto per rovinare le elementari o viziare i bidelli. Sarebbe una scuola a cui lo Stato potrebbe conferire parte dei suoi immensi e morti patrimoni da far fruttare, così da limitare le spese correnti. Il conferimento di doni privati permetterebbe in sovrappiù di reclutare docenti migliori, forse anche maschi, e di pagarli meglio sulla base del loro merito. I concorsi statali per insegnanti, come i provveditorati, lande immorali, svanirebbero. Il reclutamento riguarderebbe solo il merito: sarebbe cooptazione dei migliori, senza più Tar. E sarebbe peraltro pure la fine della pessima scuola privata che ci ritroviamo. La fine del valore legale dei titoli di studio renderebbe vani i corsi di recupero. E le scuole esclusive si misurerebbero sul pregio degli insegnanti e degli alunni; non più sul censo. Conterebbe solo il pregio, il che richiederebbe finalmente la fine del libro di testo. Un sogno, nel quale la natura pubblica della scuola sarebbe peraltro garantita da borse di studio per i meritevoli. Gli altri, non nati per studiare, si addestrerebbero ai nobili lavori manuali, così da limitare gli immigrati, nonché l’odierno spreco energetico nelle palestre. Vantaggi per il bilancio statale, e per la morale, per i mestieri non celebrali, e sollievo spirituale e virile di una nazione. Questo l’esito di quanto dice ora la Gelmini, redenzione delle apparenze e delle professoresse, rivolte speriamo a altri destini.


Ora la mia vita ha uno scopo nuovo, conoscere Geminello Alvi e guardarlo da vicino. Non so' da vicino forse no; dietro un vetro meglio.
Ho paura che il problema sia il solito: o una maestra non gliela dava piĂą oppure gli hanno bocciato il figlio.
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venerdì, 12 settembre 2008
Lo avrai camerata La Russa
Lo avrai camerata Kesselring il monumento che pretendi da noi italiani ma con che pietra si costruirà a deciderlo tocca a noi. Non coi sassi affumicati dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio non colla terra dei cimiteri dove i nostri compagni giovinetti riposano in serenità non colla neve inviolata delle montagne che per due inverni ti sfidarono non colla primavera di queste valli che ti videro fuggire. Ma soltanto col silenzio dei torturati Più duro d’ogni macigno soltanto con la roccia di questo patto giurato fra uomini liberi che volontari si adunarono per dignità e non per odio decisi a riscattare la vergogna e il terrore del mondo. Su queste strade se vorrai tornare ai nostri posti ci ritroverai morti e vivi collo stesso impegno popolo serrato intorno al monumento che si chiama ora e sempre RESISTENZA
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giovedì, 14 agosto 2008
Famiglia Criptocomunista

a quanto pare se "famiglia cristiana" attacca il governo diventa "famiglia Cattocomunista". Mai, mai avrei immaginato di essere daccordo con "famiglia cristiana"! Neanche nei miei peggiori incubi! Anche questo lo metterò in conto Maledetto Nano!

ma in fondo non mi stupisco. E' evidente: le porcate sono così palesi che qualsiasi testa pensante (più o meno) se ne accorge. e se ne schifa.

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lunedì, 21 luglio 2008
piano rinascita democratica. un altro punto attuato?

un punto a caso estratto dal "Piano di Rinascita Democratica" sequestrato a Maria Grazia Gelli nel 1982.

d) in caso di risposta negativa usare gli strumenti finanziari stessi per l'immediata nascita di due movimenti: l'uno, sulla sinistra (a cavallo fra PSI - PSDI - PRI - Liberali di sinistra e DC di sinistra), e l'altro sulla destra (a cavallo fra DC conservatori, liberali, e democratici della Destra Nazionale). Tali movimenti dovrebbero essere fondati da altrettanti clubs promotori composti da uomini politici ed esponenti della società civile in proporzione reciproca da 1 a 3 ove i primi rappresentino l'anello di congiunzione con le attuali parti ed i secondi quello di collegamento con il mondo reale. Tutti i promotori debbono essere inattaccabili per rigore morale, capacità, onestà, e tendenzialmente disponibili per un'azione politica pragmatica, con rinuncia alle consuete e fruste chiavi ideologiche. Altrimenti il rigetto da parte della pubblica opinione e' da ritenere inevitabile.
 

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